Ci sei o sci-fi? (Lato A)

“Daisy, Daisy \ I’m half Crazy” – Una nenia glaciale, gelida. Che incede con lentezza. L’ultimo atto di Hal 9000. Una melodia consegnata al cosmo prima della lobotomia che lo spegnerà per sempre. Una successione di note ultima, finale prima che il presente assoluto di Hal finisca per sempre. Prima che il futuro incarnato da Hal venga spento per sempre. Un lascito armonico, l’immagine di un girotondo, la luce rossa che smette di pulsare. Le trame sonore di Analogico Perplesso! partono da lì, da quel futuro spento, da quella prospettiva negata. Dal pianeta promesso dai visionari del XX° secolo, come il Kubrick di 2001 Odissea nello Spazio. Si parte da quel pianeta che non esisterà mai. Ma che può concedere ancora lasciti armonici. Un retromondo sonoro che AP! attraversa utilizzando frammenti di macchine, campioni, voci robotiche e pulsazioni meccaniche. Senza nessun esercizio di stile, senza risultare asettico. Senza nessuno indugio nell’anestetico. Anzi. Qui si da corpo sonoro a una rivendicazione. Qui si fa strada un messaggio, brutalmente semplice. “Hanno preso in ostaggio quel futuro. Lo hanno congelato. E ci tocca vivere in un presente eterno e parziale, definitivo nella sua provvisorietà”. Precarietà sonica ed esistenziale si mescolano. Spazi che si chiudono in un suggerimento che diventa indicazione, ethos, strategia: “Fuck Off. We don’t need illusions” - (di M. Saviano)

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######### INTERVISTA COLLETTIVA REALIZZATA DA UN GRUPPO DI AMICI #########



  • “Ci sei o Sci-Fi?” – Un EP con una sola canzone nella classica forma strofa/ritornello e più aperto a sperimentazioni di tipo elettronico: come mai?
Saturazione! Ricordo che volevo fare un album di 10 pezzi pop: 10 basi e 10 testi da far uscire su CD entro la fine dell’anno ma poi è successo che mi sono saturato. Ultimamente sono usciti troppi album, troppi artisti, troppi testi…cosi tanti che ho pensato che fosse meglio stare zitto; parlare di meno ma dire comunque delle cose che volevo dire senza ripetere quello che altri hanno già raccontato quest’anno. Ecco perché parlano di più i robot che Pit Capasso.
Ci sei o Sci-Fi? è un momento di riflessione. Un taglio necessario tra me – Pit Capasso – e me – Analogico Perplesso! – ma è anche rinascita: la voglia di ritornare a sperimentare, l’old school, i campionatori, creare, giocare… lasciandomi del tempo per capire come meglio produrre questo benedetto disco. Tra un pezzo e un altro, un arrangiamento e un altro, mi sono preso una pausa ed ho fatto questo EP.  Sto riflettendo, ecco. – Salta/Ascolta

  • Ci racconti il modo in cui sono nati questi pezzi? Quali strumenti hai utilizzato per questo EP?
Tutto è nato una sera d’estate quando per caso ho rivisto in televisione una commedia classica sci-fi: Flash Gordon. Preso dalla nostalgia ho cominciato a rivedere classici del genere focalizzandomi molto sulle sonorità delle pellicole e l’ho trovato uno stimolo cosi forte da abbuffarmi di questi film. Drogato da questi suoni, ho poi analizzato il concetto che si celava dietro ad ogni film e alla fine però mi colpiva sempre la stessa cosa: 50 e più anni fa si riusciva ad immaginare un futuro che noi oggi ce lo sogniamo! Il gadget più bello e più sci-fi che la tecnologia ha creato in questi ultimi anni lo dobbiamo a Steve Jobs e alla Apple: l’iPad! I film sci-fi sono pieni di dispositivi simili. Ecco quindi uno degli strumenti chiave di tutto l’EP: un iPod touch di seconda generazione! Praticamente un iPad in miniatura capace di cose assurde! Uno strumento molto creativo che – associato a un campionatore che ha campionato e memorizzato vari giocattoli, robot ed altra roba – insieme ai miei amati sintetizzatori fisici e virtuali è stato uno degli strumenti chiave di tutto. – Salta/Ascolta

  • C’è un filo comune, un concept che lega i pezzi?
La mia idea era quella di creare una sorta di colonna sonora per questo 2011 e onestamente ho scritto un sacco di roba, così tanta da dividere il tutto in più volumi. Molti pezzi probabilmente non verranno più utilizzati ma altri funzionano e credo che abbinati ad altre canzoni daranno vita sicuramente ad un nuovo volume di Ci sei o Sci-Fi?. - Addirittura! un lato B quindi? – B? non è detto! magari C o F! vedremo. – Salta/Ascolta



  • Lo sci-fi proponeva una determinata visione del futuro. Oggi noi siamo in quel futuro. Quali sono per te le maggiori promesse mancate?
Tante! Una su tutte: il teletrasporto. Io che vivo praticamente sui treni, trovo che sia assurdo che nel 2011 dobbiamo viaggiare ancora su cabine fatiscenti a prezzi fantascientifici quando poi con una semplice scomposizione molecolare potremmo andare ovunque senza costi e in tempi velocissimi. Ma il problema non è nemmeno il teletrasporto perché forse è già stato inventato ed accantonato da qualche parte. Magari è stato utilizzato proprio per le scenografie dei film nell’attesa che si esauriscano prima le altre forme di energia (tipo il petrolio), per poi investire e monetizzare su altri mezzi e/o brevetti. Tutto questo mentre noi moriamo, il mondo muore. E questo è il futuro che ci hanno dato.
Un po’ come la storia del lavoro, la conosci? Il mio futuro, la mia vita, sono concetti strettamente legati alla fantascienza e alla sua variante chiamata fantapolitica: a promesse quasi sempre mancate. Però sono ottimista e credo che un giorno il teletrasporto sarà disponibile in tutte le città a prezzi accessibili per tutte le fasce sociali e contribuirà alla formazione di nuovi posti di lavoro – per la gioia di grandi e piccini – e alla fine di registi ed autori profetici. – Salta/Ascolta

  • Dalla scrittura alla produzione. Tu ti occupi di tutte le fasi e lavori principalmente da solo: vantaggi e svantaggi di questo modus operandi.
Infatti. Io parto dall’idea – concetto – e arrivo fino alla realizzazione di un file musicale da mettere su supporto o uploadare in rete. Compongo la musica, scrivo le parole dove necessario, mi occupo degli arrangiamenti, della produzione artistica, registro e misso il tutto e, alla fine, se sono al verde (quasi sempre) faccio anche un po’ di mastering.  Il tutto ovviamente creato e prodotto in un piccolo “home project” studio e senza pretese. Uno dei vantaggi di tutto questo è – e oggi sembra essere diventato quasi un genere musicale – l’indipendenza di creare e condividere con le persone, senza essere vincolato ad altri o a budget enormi. Uno degli svantaggi di lavorare da solo invece, può essere ad esempio quello che in fase di creazione un’ idea rimanga approssimativa rispetto a quello che volevo veramente creare. Per esempio: anche se io riesco a strimpellare su molti strumenti mi rendo conto di non essere uno strumentista eccezionale e  durante la composizione di un brano può capitare che, per esigenze funzionali, un fraseggio di chitarra elettrica possa trasformarsi in un altro strumento (ad esempio in un synth). Può capitare  anche semplicemente di non riuscire ad interpretare una parte di un brano nel modo o nello stile che vorrei. Inoltre, il più delle volte, c’è il rischio concreto di “odiare” un lavoro ancor prima di arrivare al missaggio diventando così poco obbiettivo e perdendo conseguentemente la qualità del brano.  Di Fuck Off ho fatto ben 37 versioni tra missaggio e mastering. Trentasette. Sai quante volte ho ascoltato quel pezzo per arrivare a farne trentasette versioni e cercare di farlo suonare decentemente? Io so che ogni fase dovrebbe essere gestita da tecnici e professionisti diversi, da orecchie fresche e differenti, ma ripeto: spesso per me questo è un’ utopia perché il budget è quello che è, ed anche quando cerchi di coinvolgere gli amici o altri artisti non è mai facile. Quello che per te è importante può interessare agli altri ma non è detto che sia ugualmente importante e quindi gli viene associata semplicemente una priorità diversa. Ed io questa cosa la soffro perché rallenta il processo e mette in coda altre idee. – Salta/Ascolta

  • Sei l’ascoltatore di te stesso, di tutto l’EP qual è  il brano 0 il suono che ti colpisce di più?
Il beep – tipo quello delle casse dei supermercati – che si sente nella prima parte di The libido-robot room quando la donna viene programmata con la tastiera per compiacere le voglie del cliente di turno. E’ il suono della mercificazione. E lo stesso suono mi ricorda anche i beeps che emettono quegli strumenti di monitoraggio che si trovano sugli ospedali. Questa similitudine, mi porta a credere che la vita e i soldi degli uomini passano attraverso questo suono e certe volte può capitare che i beeps si confondano:  i soldi comprano la vita e l’economia muore. – Salta/Ascolta


  • Andiamo di elenchi:
  • 5 soundtrack sci-fi da ascoltare assolutamente:
Figo! A me sono piaciute molto le sonorità di  Ultimatum alla Terra (1951) o La fuga di Logan (1976):  ho un debole per le musiche composte prevalentemente da theremin o da suoni creati mediante il solo utilizzo di sintetizzatori ed effetti analogici.  Per quanto riguarda colonne sonore più musicali e meno sperimentali, citerei la soundtrack di Blade Runner (1982) che è indescrivibile  grazie soprattutto ad un genio di nome Vangelis.  Oppure, il motivetto commovente di Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) di John Williams o il fantastico tema di Ritorno al Futuro (1985). Ma 5 sono veramente troppo poche! Come si può, per esempio, non citare un capolavoro come Flight of the Navigator (1986) di Alan Silvestri o il tema principale di Star Trek (1979)? – Salta/Ascolta


  • 5 film sci-fi da vedere assolutamente:

Bella domanda! Come sopra anche qui 5 titoli sembrano una punizione. Ne ho visti talmente tanti in questo periodo che non saprei veramente quali consigliare! Sicuramente bisogna vedere Ultimatum alla Terra (The Day the Earth Stood Still) e 2001: Odissea nello spazio (2001: A space Odissey) che sono dei must! Poi ne consiglio uno molto divertente Tobor – The Great e – uno dei miei preferiti in assoluto – L’uomo che cadde sulla terra (The man who fell to earth) con un immenso David Bowie protagonista. Infine se proprio devo scegliere, vado di cuore e dico E.T. – l’extra-terrestre (E.T. – The Extraterrestrial) di cui da anni ho adottato il pupazzo come mascotte. Ovviamente stiamo lasciando fuori capolavori come Blade Runner, Matrix, Incontri ravvicinati del terzo tipo… ma l’ho detto: 5 titoli sono troppo pochi! – Salta/Ascolta

  • 5 strumenti “non convenzionali” che vorresti ascoltare in ogni disco possibile:
Non ci sono strumenti specifici o particolari che vorrei ascoltare nei dischi degli altri. Mi interessa più che altro la creatività con la quale essi vengono suonati. Sia essa una chitarra classica o un theremin, un ipad o un pianoforte. Ciò che non mi interessa è il mestieraggio e il virtuosismo fine a se stesso. – Salta/Ascolta

  • 5 dischi che ti hanno accompagnato durante la composizione di questi pezzi:
Eye in the sky (The Alan Parsons Project), Bryter Layter (Nick Drake), Aqualung (Jethro Tull), Angles (The Strokes), X&Y (Coldplay) – Questi sono i primi 5 dischi che ha selezionato “shufflemente” l’iPod. Non credo abbiano influenzato questo mio lavoro (o forse si!) ma indubbiamente sono tra i dischi che ho maggiormente ascoltato negli ultimi 3 mesi. – Salta/Ascolta

  • Ultima domanda, dove credi che ti catapulterà questo EP?

Ovviamente da nessuna parte! O meglio, con il corpo credo che resterò esattamente nello stesso punto dove mi trovo adesso: davanti a questo computer, davanti allo stesso monitor, nello stesso luogo e nella stessa dimensione. Con la testa invece… beh con quella credo di essere sempre stato altrove e quello che cerco di fare costantemente con la mia musica è di scattare delle istantanee sonore di questi luoghi che molti turisti della vita chiamano pensieri per dimostrare a tutti che non ero distratto: semplicemente viaggiavo. - vuoi aggiungere qualcosa? No. avevo cominciato questa intervista dicendo che volevo stare zitto e guarda quanto mi avete fatto parlare! Voglio soltanto ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino in questo periodo e mi hanno aiutato a realizzare questo EP. Grazie quindi a chi mi ha aiutato con la grafica, a chi ha fatto le foto, a chi ha recensito, a chi ha intervistato, a chi mi ha dato consigli tecnici, a chi ha prestato la sua voce, a chi ha supportato e a chi supporterà! A proposito: il tasto “condividi” è il futuro! Almeno il mio. think Analogico, be Perplesso!Ascolta



############ THE END ############

Ci sei o Sci-Fi? (Lato A) tracklist:

1. Aspetta e spera che il tuo futuro prima o poi si avvicina 2. Retrò figo però 3. Il quarto potere (I am Libero) 4. The libido-robot room (Escort 3.0) 5.Tutorial – zittire Brunetta con un filtro passa alto 6. La paura del domani 7. La bruttissima crisi del 2011 8. Se gli alieni si facessero i cazzi loro ed evitassero di intercettare le mie preghiere, probabilmente Dio mi risponderebbe pure 9. La chiamavano Equità 10. Fuck Off (we don’t need illusions)

Ci sei o Sci-Fi? (Lato A) by Analogico Perplesso!

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